Elezioni Europee 2019

L’opinione del team di Gestione FIA. A. M. 

27 Maggio 2019.

Le elezioni europee hanno evidenziato ancora una volta come lo scenario socio-politico europeo restituisca un’Europa molto divisa. Se da un lato i partiti sovranisti a livello europeo sono cresciuti al di sotto delle attese e si è registrato un forte aumento dell’affluenza alle urne a livello continentale rispetto alla precendete tornata di elezioni, dall’altro lato emerge come in due dei principali Paesi dell’Unione, quali Francia ed Italia, i partiti euroscettici di Marine Le Pen e Matteo Salvini si sono affermati come i primi partiti, rispettivamente con il 23,50% ed il 34,4% dei consensi.

In Italia, in particolare il boom della Lega potrebbe avere delle ripercussioni sulla tenuta del Governo, anche a seguito della pesante debacle del Movimento 5 Stelle, che è crollato nei consensi dal 32,7% delle elezioni politiche di un anno fino al 16,9% di questa tornata elettorale, superata dal PD come secondo partito a livello nazionale. Al momento tuttavia l’ipotesi di un rimpasto di governo è stata smentita da Salvini, e questo ha rassicurato gli investitori, con il FTSE MIB che guida i rialzi dei principali listini azionari europei, mentre lo spread tra il decennale italiano e quello tedesco è stabile in area 270 punti.

Il risultato delle elezioni europee sembra delineare un Parlamento in cui i partiti pro-UE manterranno una maggioranza di circa i due terzi dei seggi, con conseguente ridimensionamento dell’ascesa dei partiti euroscettici. In questo contesto, i mercati sembrano al momento tirare un sospiro di sollievo, con i principali indici europei in territorio lievemente positivo. Tuttavia, il rovesciamento delle gerarchie elettorali in due dei principali Paesi europei, quali Francia ed Italia, comportano l’insorgere di incognite politiche che potrebbero portare a tensioni ed a minare la tenuta dei rispettivi governi. Suggeriamo pertanto di continuare a sottopesare l’azionario europeo, alla luce anche di dati macroeconomici in contrazione nell’area e degli effetti negativi della guerra commerciale, che oltre a determinare un rallentamento dell’economia globale, potrebbe vedere le esportazioni europee (in primis quelle del settore automotive) come la prossima frontiera della guerra commerciale portata avanti dall’amministrazione Trump.