Gli SDG come strumento per evitare il Greenwashing

Nel corso degli ultimi anni, si è assistito ad un forte aumento del numero di strategie e fondi che dichiarano di applicare un’analisi ESG all’interno del proprio processo di investimento. Tuttavia, l’assenza di una tassonomia univoca e con standard di applicazione uniformi ha portato, specialmente negli ultimi due anni, a numerosi rebranding di strategie esistenti, effettuate al fine di far rientrare il fondo all’interno degli screening ESG.

L’evidenza empirica ha dimostrato come le strategie ESG abbiano saputo dimostrarsi resilienti anche nel corso del 2020. Occorre tuttavia sottolineare come si sia potuto osservare una forte eterogeneità tra i risultati dei gestori attivi.

Infatti, se un gestore passivo si è generalmente basato su un universo di investimento “ridotto”, a seguito dell’analisi dei principali data providers e dell’inclusione o meno nel paniere degli indici sostenibili, per quanto riguarda i fondi attivi la discriminante è stata la capacità del gestore di includere in maniera effettiva ed efficace l’analisi ESG all’interno del proprio processo di investimento e di combinare l’analisi ESG con le scelte di asset allocation.

Sempre di più i fund selector sono tenuti a prestare attenzione alla selezione dei fondi attivi e dei fondi bilanciati che dichiarano di applicare criteri ESG, al fine di selezionare delle strategie veramente sostenibili e con gestori che analizzano ed includono l’analisi di sostenibilità all’interno del processo decisionale. Per fare ciò, varie strategie possono essere poste in essere: noi di GreenEthica by FIA A.M. per esempio, abbiamo sviluppato un processo di investimento e di selezione, basato su un’analisi ESG interna con 22 parametri proprietari e sull’allineamento ad uno o più SDG.

Allineare ciascun fondo ad uno o vari SDG consente infatti non solo di andare a costruire dei portafogli con un elevato allineamento agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite ma consente anche ai clienti di avere portafogli modello dedicati a determinati SDGs e quindi coerenti con i proprio valori ed interessi personali.

I 17 SDG, lanciati nel 2015 dalle Nazioni Unite e adottati da 193 paesi, rappresentano un nuovo importante quadro di riferimento per la rendicontazione delle strategie di investimento ESG. Gli SDG ricoprono infatti un ruolo importante non solo perchè aumentano la consapevolezza generale sulla tematica della sostenibilità, rendendola chiara e intuitiva anche ad una platea non specializzata, ma hanno anche effetti positivi sul fronte degli investimenti.  Difatti, una società che afferma di tenere in considerazione gli SDG nelle proprie scelte di investimento tende ad essere oggetto di ulteriori controlli e approfondimenti da parte di soggetti terzi: ciò può essere uno stimolo per raggiungere una ancora maggiore trasparenza.

L’allineamento ad uno o molteplici dei 17 SDGs costituisce pertanto un esempio concreto di applicazione pratica di analisi ESG che può aiutare i fund selector ad evitare di incorrere in episodi di greenwashing e permettere al cliente di avere un prodotto veramente sostenibile nel quale si può riconoscere.

Gianluca D’Alessio, Senior Portfolio Manager at GreenEthica by FIA A.M.